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    August 10

    Il sogno di Marco.

     
                 " Il  sogno  di  Marco." 
     
     Laura sta seduta su un sasso ai bordi del ruscello, i piedi nudi immersi nell'acqua che
     scorre limpida.
     Il sole è caldo, il cielo sereno: il tempo ideale per una festa campestre.
     E la scena ha davvero in parte l'apparenza di una festa campestre: gruppi di bambini
     che giocano allegri nei prati, gente che passeggia oppure che conversa rilassata sotto
     l'ombra di vecchi salici.
     Poco lontano dal ruscello c'è un lago circondato da pioppi e larici, le acque appena
     increspate da una brezza leggera.
     Le colline basse visibili all'orizzonte delimitano una distesa senza fine di prati fioriti,
     interrotta qua e là da fitti boschetti e da lunghi campi di grano.
     Laura si guarda attorno: dov'è Lisa? Poi la vede: viene verso di lei camminando su
     un sentiero erboso con la sua figura slanciata,col suo sorriso  solare.
     Lisa arriva e si siede vicino a Laura,mette anche lei i piedi nudi nell'acqua fresca del
     ruscello.
     Nessuna delle due amiche parla.
     Entrambe guardano in silenzio due dei bambini che, lasciati i compagni a rincorrersi
     nei prati,ora si divertono a far navigare le loro barchette nel ruscello.
     Dopo un po' Lisa si gira verso l'amica,la guarda in viso: c'è forse un'ombra di
     malinconia nello sguardo di Laura?
     Laura abbassa gli occhi,sembra osservare di nuovo i bambini che giocano nell'acqua
     con le loro piccole imbarcazioni.
     Dopo qualche istante Lisa  rompe il silenzio:
     "Sei stata da lui, non è vero?"
     La sua voce è tranquilla, ma al tempo stesso incoraggiante.
     L'amica guarda Lisa negli occhi per un istante, abbassa di nuovo lo sguardo.
     " Si', sono stata da Marco." Poi Laura tace.
     Si sentono le voci allegre della gente che chiacchiera tutt'attorno, qualcuno ride in
     lontananza. Rumore di piedi che corrono agili nell'acqua del ruscello, vocine
     concitate di bimbi.
     Lisa conosce Laura: aspetta che sia lei a parlare di nuovo.
     Infatti questa volta è Laura che rompe il silenzio:
     " Ho aspettato che Marco andasse a dormire. Quando alla fine si è addormentato
     sono entrata in camera sua e mi sono seduta vicino al suo letto.Sai,su quella poltrona
     antica che trovavo cosi' orribile."
     Lisa si ricorda di quella poltrona: era stata un regalo che la madre di Marco aveva
     fatto a Laura poco prima che i due si sposassero. Laura aveva pensato subito che
     quella poltrona fosse orrenda, ma per non offendere la futura suocera aveva fatto
     buon viso a cattivo gioco e aveva trovato alla poltrona un posto vicino al letto
     matrimoniale.
     Laura continua a parlare: "L' ho guardato per un po' mentre dormiva. E' bello il mio
     Marco quando dorme..."
     Mentre Laura dice cosi' il suo viso ha un'espressione dolce, un po' malinconica.
     " Ho aspettato che il suo sonno diventasse profondo. Poi sono entrata in punta di
      piedi nella sua coscienza e ho visto nascere il suo sogno."
     Laura alza il capo e fissa direttamente il sole. Non sbatte le palpebre nemmeno una
     volta, come se i suoi occhi non fossero minimamente disturbati da quella luce intensa.
     " Nel sogno io e Marco camminavamo sul sentiero che costeggia il fiume tenendoci
     per mano, come facevamo prima quasi tutte le sere quando arrivava l'estate.
     Ad un tratto Marco ha iniziato a stringermi affettuosamente a sè e a prendermi in
     giro, sai, come faceva lui di solito."
     Laura distoglie gli occhi dal sole e si volta a guardare l'amica. Lisa annuisce e sorride 
     divertita: sa di cosa parla Laura.
     Marco era solito prendersi gioco di Laura perchè quest'ultima a volte sembrava non
     riconoscere i colori: il cane della vicina era giallo e non marrone chiaro come invece
     sosteneva Marco, quest'ultimo doveva mettere per la tal occasione la camicia grigia
     quando questa era in realtà di un azzurro pallido.
     Marco si divertiva un mondo a prendere in giro Laura per questa sua particolarità, e
     a Laura piaceva un mondo stare allo scherzo: quest'ultima fingeva sempre di essere
     estremamente indignata e i due iniziavano a prendersi scherzosamente a pugni, per
     poi finire l'uno nelle braccia dell'altra.
     " Alla fine ci siamo abbracciati, e Marco mi ha guardato dritto negli occhi con quel
     suo sguardo scherzoso e pieno d'amore insieme.
     Ma poi...oh, Lisa... improvvisamente i suoi occhi si sono riempiti di un'angoscia
     intensa, poi l'angoscia è diventata paura.
     E' stato come se Marco mi avesse visto per la prima volta, come se avesse realizzato
     solo in quel momento che ero veramente io quella che teneva fra le braccia. Marco si
     è svegliato di soprassalto e per un momento è rimasto immobile, con lo sguardo fisso
     nel buio... Poi ha iniziato a piangere. Quando piu' tardi si è alzato per andare al lavoro,
     il suo cuscino era completamente bagnato di lacrime."
     Laura smette di parlare.
     Non ci sono tracce di tristezza sul suo volto: c'è invece una serenità profonda,
     appena toccata da un velo di malinconia.
     Lisa non parla, non dice niente. Ma tra loro non c'è bisogno di parole: Laura sa che
     l'amica ha capito.
     Lisa, l'amica di sempre.
     Era stata Lisa che in seconda liceo le aveva portato di nascosto tutti quei dolci in
     ospedale quando era stata operata di appendicite, Lisa che l'aveva consolata quando
     il suo primo ragazzo l'aveva lasciata per una ragazza piu' grande.
     Avevano attraversato insieme l'adolescenza, lei e Lisa. Ore di confidenze sussurrate al
     telefono, un  mare di piccole e grandi emozioni vissute insieme.
     Anche dopo il liceo le due ragazze avevano continuato a essere amiche, e Lisa era
     stata la testimone di Laura quando questa si era sposata con Marco.
     Poi Lisa se ne era andata. Era stata lei ad andarsene per prima.
     Ad un tratto Lisa prende la mano dell'amica:"Guarda Laura, qualcuno ha creato un
     arcobaleno!"
     Laura guarda verso il cielo: una miriade di colori, trasparenti e limpidi come il
     cristallo, forma un grande arco luminoso che va da una parte all'altra dell'orizzonte.
     Non c'è piu' traccia della malinconia che per quanche attimo ha velato il viso di
     Laura: questa guarda l'amica con occhi sorridenti, azzurri e sereni come due spicchi
     di quello stesso cielo:
     " Grazie, Lisa. Grazie per avermi ascoltato ancora."
     Le due amiche attraversano insieme il ruscello e vanno a raggiungere i piccoli gruppi
     di  persone che, sparse nei prati e coi nasi rivolti all'insu', guardano con espressioni
     rapite il piu'  incredibile degli arcobaleni.
     E Laura non puo' fare a meno di pensare a come qui sia tutto cosi' diverso.
     Cosi' meravigliosamente diverso da quando lei e Lisa esistevano ancora fra i vivi,
     nel tempo.
     
     
                                                                                       Panda.