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February 13 Da "Le Confessioni" di Sant' Agostino
In questo breve testo Sant'Agostino racconta un momento tristissimo della sua vita: il momento che seguì la perdita di un amico a lui molto caro. Una dimensione estremamente umana del dolore emerge da queste sue parole, così vere, così semplici, così scevre da ogni qualsivoglia retorica. Ma qual è il senso del dolore nelle nostre vite? E se esiste una ragione ultima che dà un senso alla sofferenza, perchè in questa vita non ci viene almeno data la consolazione di sapere perchè soffriamo?
Dall'autobiografia di Sant'Agostino
"La tristezza calò buia sul cuore, e dovunque guardavo era la morte. E il mio paese divenne un patibolo, e la casa paterna mi era penosa e strana, e tutto quello che avevo condiviso con lui, senza di lui si convertiva in uno strazio enorme.
I miei occhi lo cercavano invano dappertutto, e odiavo tutte le cose, perchè non lo tenevano fra loro e non potevano piu' dirmi "eccolo, viene". Come quando era in vita e mi mancava.
Ero diventato un enigma angoscioso a me stesso e chiedevo a quest'anima perchè fosse triste e mi opprimesse tanto e lei non sapeva rispondermi.
E se dicevo: "Spera in Dio" lei non ubbidiva, giustamente, perchè quella persona concreta che le era tanto cara e che aveva perduta era migliore e piu' vera del fantasma in cui le si ordinava di sperare.
Solo il pianto mi era gradito e aveva preso il posto del mio amico fra i piaceri dell'anima".
(Confessioni, IV, 4,9)
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