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    February 25

    La leggenda del Pian Dei Cavalli

     
     
          "La  leggenda  del  Pian  Dei  Cavalli "   
     
     
    Se  mai  un  Angelo  ha  sfiorato  la  Terra  con  le  sue  ali,  allora  è  li'  che  ha  lasciato  le  sue  tracce...                  
     
     
    Questa storia è avvenuta molto tempo fa, e ha come protagonista una ragazza che viveva col suo clan nella zona situata all'incirca  fra gli attuali Campodolcino e San Sisto, in quella che l'Uomo moderno avrebbe poi denominato Val San Giacomo.
    Questa ragazza aveva un nome che sarebbe veramente difficile da scrivere, un nome  la cui pronuncia era a metà strada fra suono indistinto e linguaggio articolato. Per questo motivo, in questa storia la chiamerò convenzionalmente Yeluiynna.
     
                                                                      * * *
     
    Come tutte le altre giovani ragazze della sua età, Yeluiynna viveva con la donna che l'aveva generata e con gli altri  bambini generati dalla stessa donna. La loro abitazione era costituita principalmente da grosse pietre e aveva un tetto fatto di legno, fango e paglia. Spesso con loro viveva anche l'uomo che la madre aveva scelto come compagno, quando lo stesso non era assente con gli altri uomini del clan per le lunghe, periodiche battute di caccia.
    All'inizio della stagione fredda Yeluiynna e i suoi fratelli, come tutti i bambini e le ragazze del clan, aiutavano le donne adulte  a lavorare le pelli degli animali e a trattare le carni, in modo che queste ultime si conservassero intatte durante l'inverno.Quando invece la stagione era temperata o calda, le ragazze e i bambini avevano il compito di portare al pascolo le greggi di pecore dalla spessa coltre lanosa. Allora le ragazze piu' grandi, lasciati i bambini a custodire il gregge, andavano in cerca di frutti e di erbe medicinali, che poi avrebbero portato alle donne adulte del clan.
    Yeluiynna amava le stagioni calde. Spesso durante queste stagioni, cercando erbe e frutti selvatici, lasciava le compagne e si spingeva da sola sempre piu' su, fino ad arrivare non di rado alla Grande Pianura Che Confina Col Cielo. Allora si sdraiava sull'erba e guardava le nuvole spinte dal vento, cosi' vicine che le sembrava di poterle toccare; si bagnava nelle fredde acque del  Grande Lago Dai Riflessi  Di Ghiaccio, per poi asciugarsi sdraiata su una roccia sotto i caldi raggi del sole; altre volte ancora si divertiva a cavalcare i robusti cavalli dalle lunghe criniere, che pascolavano e correvano liberi nella pianura.
    Quando il terreno era asciutto, Yeluiynna andava in cerca di rami secchi con le altre  ragazze del clan. I rami venivano poi usati per accendere scopiettanti fuochi all'interno del villaggio, sui quali venivano cotti i cibi e attorno ai quali il clan si riuniva.
    Questi erano momenti in cui i membri del clan erano liberi dai loro impegni quotidiani: dopo avere consumato i pasti, i bambini potevano finalmente giocare e correre liberamente tra le abitazioni; alcuni adulti e ragazzi si divertivano usando alcuni semplici utensili per cimentarsi in vari giochi di abilità; altri  ancora, sedendo comodamente attorno al fuoco, comunicavano tranquillamente tra di loro in quella strana lingua a metà strada fra emissione sonora e linguaggio articolato.
    Era stato in uno di questi momenti che Yeluiynna si era resa conto per la prima volta di non essere uguale agli altri.
                                                                      * * *
     
    Il fatto era accaduto quando Yeluiynna era ancora una bambina, ed era impegnata con altre sue coetanee a costruire piccole casette fatte di ciotoli, fango e paglia. Nella fantasia delle bambine quelle casette volevano essere una verace, perfetta  riproduzione delle costruzioni reali. Yeluiynna aveva mischiato la terra con l'acqua fino ad ottenere un impasto dalla consistenza perfetta. Aveva poi modellato il contorno esterno della casetta con l'aiuto di pietre lisce e piatte e vi aveva inserito dei piccoli ciotoli, in modo che questi ultimi sarebbero poi stati visibili sui piccoli muri esterni. Quando il tutto si era asciugato ed indurito, aveva costruito un piccolo tetto di paglia  ed era persino riuscita ad aprire un  foro per la porta. Ne era risultata una casetta cosi' perfetta, da fare veramente pensare a una costruzione originale in miniatura. Le altre bambine avevano guardato la piccola costruzione con grande stupore misto a invidia.
    Poi era successo il fattaccio.
    Un gruppo di bambini si era avvicinato correndo e brandendo tra le mani  lunghi bastoni a mo' di lancia, nell'eccitazione estrema di una immaginaria battuta di caccia. Il bambino piu' grande, incuriosito dal clima di stupore che regnava fra le bambine, si era fermato per vedere l'oggetto di tanta attenzione.Gli altri l'avevano seguito a ruota.
    Scoperta la casetta di Yeluiynna il bambino, senza pensarci due volte, aveva sollevato il piede con decisione e l'aveva abbassato in modo altrettanto deciso ed impietoso sulla piccola, indifesa costruzione. Poi, dopo avere urlato un segnale ai compagni, era corso via seguito dal gruppo.
    Le bambine avevano guardato in silenzio per qualche istante quello che ora era diventato un informe miscuglio di paglia e fango...poi il silenzio era stato rotto da una bambina che, emettendo un piccolo grido di sorpresa, aveva puntato il dito sul viso di Yeluiynna.
    Quest'ultima, il volto contorto da un'espressione di delusione e di rabbia impotente, teneva lo sguardo fisso sulla sua creazione ora irreparabilmente distrutta.
    E dagli occhi le uscivano copiose, abbondanti lacrime.
    Allora una bambina, la piu' audace del gruppo, si era avvicinata a Yeluiynna e con un gesto titubante le aveva sfiorato il volto bagnato. "Perchè ti esce acqua dagli occhi?" Le aveva chiesto, stupita.
    Yeluiynna non lo sapeva.
    Quando piu' tardi si era trovata sola con la madre, Yeluiynna  aveva rivolto alla donna la stessa domanda. La madre non aveva saputo darle una risposta : le aveva solamente detto che forse ciò era dovuto al fatto che Yeluiynna aveva il colore degli occhi diverso da quello delle altre persone del clan.
    La gente del clan aveva infatti occhi e capelli scuri, e la loro pelle era sempre bruna a causa della continua esposizione al sole e all'aria aperta.
    Anche Yeluiynna aveva i capelli e la pelle scura, ma i suoi occhi avevano lo stesso colore freddo e intenso di un limpido cielo invernale. Il nome che il clan le aveva dato significava, infatti, "Bambina Dagli Occhi di ghiaccio".
    Ma questa non era l'unica differenza della ragazza con la sua gente: pur essendo molto giovane, Yeluiynna superava già in altezza molte delle giovani donne del clan, e la sua figura era inoltre piu' slanciata e sottile.
    Le donne del clan dicevano che Yeluiynna assomigliava agli Uomini Delle Paludi, che ogni tanto salivano dal fondo valle e arrivavano non di rado  fino  al loro villaggio. In genere queste erano visite pacifiche, durante le quali gli uomini dei due clan si scambiavano pelli e utensili.
    Yeluiynna si chiedeva se anche agli Uomini Delle Paludi  potevano uscire ogni tanto quelle piccole gocce d'acqua dagli occhi.
     
                                                                      * * *
     
    Il tempo passò, e la ragazza diventò una giovane donna.
    Nel clan, le giovani donne dell'età di Yeluiynna pensavano normalmente a trovarsi un compagno. Lasciavano poi  la casa in cui avevano vissuto fino allora, per costruire una nuova abitazione da condividere col proprio uomo e coi piccoli che avrebbero generato.
    Yeluiynna sembrava non essere interessata a tutto questo: mentre le sue coetanee trascorrevano gran parte del loro tempo libero in compagnia dei giovani del clan lei, ogni volta che il lavoro quotidiano glielo permetteva, saliva fino alla Grande Pianura Che  Confina Col Cielo.
    Allora, come quando era piu' giovane, cavalcava i robusti cavalli selvaggi che correvano liberi per la Pianura. Le piaceva sentire il corpo dell'animale che, a contatto col proprio, si muoveva agile e veloce, e le piaceva intrecciare le dita nella lunga e ruvida criniera, che aveva il colore del miele selvatico.
    Cavalcava tra le rocce e tra i freddi laghi dai riflessi di ghiaccio, nel vento e nel sole.
    In quei momenti Yeluiynna perdeva quasi coscienza della propria identità: diventava un tutt'uno col vento che le sferzava il viso, con le nuvole che correvano veloci nel cielo, col sole che inondava di luce quella grande e verdeggiante pianura.
    Piu' tardi faceva ritorno al villaggio e riprendeva la sua vita di sempre.Qualche volta la giovane aveva cercato di parlare di queste sue esperienze con le altre donne del clan, ma nessuna di loro sembrava capirla veramente. E in realtà, per quanto la giovane fosse affezionata alla sua gente, sentiva però di essere profondamente diversa da loro.
     
                                                                       * * *
     
    Una sera Yeluiynna sedeva con altre giovani donne attorno a uno dei numerosi fuochi accesi qua e la' nel villaggio.Gli uomini del clan erano tornati quel giorno stesso da una lunga battuta di caccia: avevano avuto fortuna, e l'atmosfera che regnava nel villaggio era rilassata e festosa.
    Gli adulti sedevano attorno ai fuochi e preparavano i cibi, i bambini giocavano spensierati e si rincorrevano qua e là, gridando allegramente.
    A un certo punto lo sguardo di Yeluiynna cadde su una giovane donna che, come molte altre donne sedute attorno ai fuochi, allattava il suo piccolo nato da poco. La donna si chiamava Lanya e aveva all'incirca la stessa età di Yeluiynna.
    Quest'ultima guardò il piccolo che, succhiando avidamente, stringeva con un pugnetto forte e deciso la mano ruvida della madre. E per la prima volta Yeluiynna pensò a come sarebbe stato bello avere un piccolo tutto suo, da nutrire e da stringere cosi' fra le braccia...
    Quando i cibi furono stati consumati e i fuochi spenti la gente del clan si ritirò nelle proprie case, e anche Yeluiynna fece ritorno alla propria abitazione coi fratelli.
    I loro giacigli consistevano unicamente in mucchi di paglia ruvida, coperti da pesanti pelli.
    La donna e il suo compagno si coricarono, e cosi' pure i fratelli e le sorelle di Yeluiynna. Anche quest'ultima infine si corico', e ben presto tutti si addormentarono.
    Tutti tranne la giovane.
    Quest'ultima si girava e rigirava nel suo giaciglio, non riuscendo a prendere sonno. Pensava agli eventi della giornata appena trascorsa, e in particolare le tornava continuamente in mente la tenerezza  intensa che aveva provato vedendo il piccolo che veniva allattato.Quando sarebbe capitato anche a lei di avere un piccolo tutto suo? E ancora, perchè bisognava per forza avere un uomo per avere un piccolo?
    Per qualche motivo a lei non del tutto chiaro, l'idea di lasciare la propria abitazione per andare a vivere con un giovane del clan  non le sembrava per niente allettante.
    I pensieri di Yeluiynna diventarono a poco a poco sempre piu' indistinti, e alla fine cedettero il posto a qualcosa di simile al sonno.
    Ma non fu una notte tranquilla:Yeluiynna si svegliò all'alba, dopo un sonno agitato e tormentato. A svegliarla furono i brividi  intensi che le percorrevano tutto il corpo e che le facevano battere violentemente i denti. La madre  le toccò il viso ed il corpo, e disse che erano molto caldi.
    Quando venne di nuovo la sera  e la ragazza non migliorò, fu chiamato l'anziano Guaritore del clan.Questi fece bere alla giovane un miscuglio di erbe, poi, cospargendo il corpo della malata con una polvere simile ad argilla, pronunciò una interminabile litania composta da parti parlate alternate a lunghe cantilene di suoni modulanti.
    Ma dopo che il Guaritore se ne fu andato le condizioni di Yeluiynna peggiorarono.
    Per tutta la notte seguente il suo corpo fu preda di violente convulsioni, e la temperatura sali' ulteriormente.
    Nei giorni che seguirono le sue condizioni non migliorarono.
    Il quarto giorno venne chiamato di nuovo l'anziano Guaritore. Questi si avvicinò al giaciglio di Yeluiynna e guardò il corpo febbricitante ed emaciato della giovane. Poi iniziò a intonare una nenia. Appena sentirono i primi suoni di quella lugubre, gutturale litania  le donne presenti, che si erano prese cura della giovane da quando si era ammalata, interruppero bruscamente ciò che stavano facendo, per fissare il vecchio con sguardi pieni di superstizioso terrore. Dopo qualche istante la litania si interruppe, ed  il vecchio cosparse in silenzio il corpo della giovane con una polvere bianchissima.
    La questione era stata decisa: il Guaritore aveva dato Il Segno.
    Le donne avvolsero Yeluiynna nella pesante pelle su cui la giovane era distesa in uno stato di semi incoscienza. Vennero quindi due uomini, caricarono Yeluiynna su una rudimentale lettiga e la portarono fuori dal villaggio.Qui si addentrarono nel bosco e la deposero ai piedi di un grande abete.
    Poi fecero ritorno al villaggio, avendo cura di non voltarsi indietro nemmeno una volta come prescrivevano le rigide regole del clan.
    Queste stesse regole imponevano al clan di allontanare i moribondi dal villaggio, per impedire che il loro spirito inquieto vagasse per sempre tra gli abitanti attirando sul villaggio distruzione e morte.
    Il piu' delle volte capitava che la persona portata via non facesse piu' ritorno tra gli abitanti del clan: moriva sola nel bosco, divorata da uno dei numerosi predatori o semplicemente uccisa dalla sua stessa malattia.Solo molto raramente capitava che qualcuno facesse ritorno al villaggio: se chi ritornava era guarito il clan lo accettava e quella persona poteva riprendere a vivere normalmente tra i suoi simili. Se invece chi ritornava non era guarito, le rigide e spietate regole del clan volevano che la persona fosse riportata nel bosco e che li' venisse uccisa.
    Quando i due uomini erano usciti dal villaggio col loro triste carico, gli sguardi di tutti si erano fissati su di loro e le attività quotidiane erano state sospese in un'atmosfera carica di superstizioso e riverenziale timore...
    quando i due uomini piu' tardi rientrarono, le attività abituali avevano già ripreso come se nulla fosse successo.
     
                                                                      * * *
     
    Il sole era tramontato da qualche ora .
    Nel bosco, ai piedi del grande abete,Yeluiynna si svegliò da un sonno profondo.
    Era scivolata dallo stato di semi incoscienza al sonno, il primo vero sonno dall'inizio della malattia.
    Rabbrividi', ma questa volta a procurarle questa sensazione fu l'aria fresca della sera. Era appena iniziata la stagione tiepida, ma dopo il tramonto l'aria si raffreddava ancora velocemente.
    La ragazza apri' gli occhi, e all'inizio non seppe raccapezzarsi: perchè si trovava nel bosco? Cercò di alzarsi, ma un violento capogiro la costrinse a sdraiarsi di nuovo. Al secondo tentativo Yeluiynna riusci' a mettersi seduta.Guardò la pesante pelle che la avvolgeva, e con un certo sforzo la gettò via. Poi vide la polvere bianca che le ricopriva le gambe e le braccia, le uniche parti del corpo lasciate scoperte dal vestito di pesanti pelli che indossava.
    Capi' cos'era successo.
    Per qualche istante Yeluiynna rimase cosi'come si trovava, immobilizzata in una morsa di panico e disperazione...
    Fin da bambina aveva visto, di quando in quando, come una persona che stava male venisse portata su una lettiga lontano dal villaggio. Si ricordava come molte di quelle persone non fossero piu' tornate, e come quelle persone che facevano ritorno senza essere guarite venissero uccise senza pietà.
    Cosa poteva fare ora? Sentiva che la malattia non era ancora uscita del tutto dal suo corpo...se fosse tornata al villaggio adesso, l'avrebbero sicuramente uccisa.
    Non poteva neppure pensare di trascorrere la notte tra gli abeti: troppi predatori si aggiravano nel bosco, e molto probabilmente non sarebbe sopravvissuta fino al mattino.
    L'unica cosa che avrebbe potuto fare era cercare di salire fino alla Grande Pianura Che Confina Col Cielo. Li', giorni prima,Yeluiynna aveva trovato una grossa tana scavata sotto una roccia. La tana era stata già da tempo abbandonata,  e avrebbe quindi potuto diventare un rifugio relativamente sicuro almeno per quella notte.
    Stava scendendo l'oscurità, ma la sorte sembrava esserle favorevole: il cielo era sereno e presto una luna quasi piena avrebbe illuminato il paesaggio.
    Yeluiynna si alzò con cautela dalla lettiga. Si sentiva debolissima, ma nonostante questo prese la pesante pelle che giaceva a lato e, chiamate a raccolta tutte le sue forze, se la caricò sulle spalle.
    Fece qualche passo, ma un altro capogiro la costrinse a fermarsi e ad appoggiarsi al tronco di un grosso albero.
    Respiro' profondamente per qualche secondo con gli occhi chiusi, fino a che il capogiro non passo'. Poi riprese a camminare lentamente e questa volta, seppure con fatica, riusci' ad arrivare fino al confine del bosco.
    Qui senti' il rumore dell'acqua di un ruscello che scorreva poco distante, e si accorse di avere una sete terribile.
    Arrivò al ruscello e bevve a lunghi sorsi, finchè non ebbe placato tutta la sua sete.
    Questo le restitui' un pò delle sue forze, e la ragazza iniziò a salire per il lungo pendio che l'avrebbe condotta fino alla Grande Pianura Che Confina Col Cielo. A poco a poco i suoi passi diventarono piu' stabili e piu' sicuri.
    Nel frattempo la luna era sorta, e illuminava il paesaggio con la sua luce tranquilla e spettrale. Il silenzio quasi assoluto era rotto solo dagli occasionali gridi di uccelli rapaci e dal rumore dei passi di Yeluiynna che si muovevano sul sentiero erboso.
    La ragazza si fermava di quando in quando e si sedeva su una delle tante rocce disseminate ai lati del sentiero, poi, dopo avere ripreso un pò le forze, proseguiva il suo cammino.
    Alla fine arrivò alla Granda Pianura.
    Buttò a terra la pesante pelle e vi si buttò sopra, sfinita.
    Non avrebbe saputo dire quanto tempo rimase cosi', sdraiata a terra col viso rivolto verso il cielo illuminato dalla luce lunare.
    Le sembrava che la luna, accarezzando con la sua luce  il suo corpo stanco, lenisse e portasse via a poco a poco la sua stanchezza...
    Non appena fu in grado di reggersi in piedi, Yeluiynna si alzò e si caricò di nuovo sulle spalle la pesante pelle: doveva arrivare fino alla vecchia tana abbandonata, dove avrebbe trascorso la notte.
    Tutt'intorno a lei si estendeva la Grande Pianura, illuminata e silenziosa.
    Poco distante alcuni cavalli pascolavano tranquillamente, le lunghe criniere appena mosse da una leggera brezza. In lontananza si udi' il lungo ululato di un lupo, seguito subito dopo dal coro di ululati altrettanto lunghi dei suoi compagni di branco.Yeluiynna si incamminò in direzione della vecchia tana: non le ci sarebbe voluto molto per raggiungerla.
    Benchè indebolita dalla fatica e dalla malattia la ragazza camminava sicura su quella pianura, di cui conosceva cosi' bene ogni roccia e ogni ruscello.
    Ad un tratto capitò qualcosa di molto strano: la luce della luna sembrò aumentare improvvisamente di intensità, e dopo pochi attimi la luce divenne cosi' intensa, che Yeluiynna vide la pianura illuminarsi come se stesse per spuntare il giorno.
    La ragazza si fermò e guardò sorpresa verso il cielo...
    Ma no, la luna non era diventata piu' luminosa: la sua luce era sempre la stessa, dolce e soffusa.
    Poi qualcosa di molto luminoso attirò lo sguardo di Yeluiynna: la ragazza girò il capo in quella direzione, e tutto il suo corpo fu investito da una luce intensissima.
    Era la luce piu' strana che la ragazza avesse mai visto: la sua luminosità superava di molto quella del sole, ma la giovane poteva fissarla senza rimanerne abbagliata.
    La luce si propagava da qualcosa a cui Yeluiynna non avrebbe saputo dare un nome. Sapeva solo che era qualcosa di estremamente vivo, meraviglioso e bellissimo...
    Ora la Grande Pianura era completamente illuminata da quella luce cosi' pura e cosi' pulsante di vita.
    I cavalli galoppavano veloci, dalle loro criniere si perdevano e si dissolvevano nell'aria brillanti riflessi d'argento. L'aria stessa sembrava avere la limpida, luminosa trasparenza del piu' puro fra i cristalli, mentre tutt'attorno nuovi ruscelli venivano alla luce e scorrevano come  luminosi nastri argentati sul  fertile terreno erboso. Piccoli fiori facevano improvvisamente capolino fra l'erba e aprivano gioiosi i loro piccoli petali lucenti.
    Yeluiynna continuava a fissare la meravigliosa Creatura. Ad un tratto senti' come quella luce intelligente l'avvolse, e ogni cellula del suo corpo fu piena di quell'energia purissima e meravigliosa...e la giovane si senti' invasa da un benessere cosi' profondo e cosi' totale, che avrebbe voluto diventare tutt'uno con la Creatura di Luce, fondendosi per sempre con  quella realtà dove tutto era gioia e assoluto, incondizionato Amore.
    Per la seconda volta nella vita di Yeluiynna, gli occhi le si riempirono di lacrime. Le lacrime caddero sull'erba come leggere gocce di rugiada, lucenti e cristalline.
    Poi tutto a un tratto la Creatura di Luce sembrò esplodere in un lampo accecante di purissima energia e, cosi' improvvisamente come era apparsa, altrettanto improvvisamente scomparve.
    Non sappiamo per quanto tempo la giovane fosse rimasta cosi', avvolta nel meraviglioso abbraccio della Creatura di Luce: forse per la durata di un battito di ciglia, forse per un'eternità. Il Tempo come noi lo conosciamo aveva smesso di esistere in quel luogo privilegiato, dove per un attimo il Cielo aveva sfiorato la Terra e le due Realtà si erano fuse in quel magico incontro.
    Yeluiynna si guardò attorno: la Grande Pianura Che Confina Col Cielo era tornata a essere illuminata solo dalla luce lunare.
    La ragazza si senti' improvvisamente cosi' stanca che dovette sdraiarsi. Appena il suo capo toccò il tappeto erboso i suoi occhi si chiusero, e Yeluiynna sprofondò in un sonno profondo e senza sogni.
    Si risvegliò all'alba.
    Apri' gli occhi, e si mise seduta. L'erba era fresca e umida.
    Il suo sguardo abbracciò il meraviglioso paesaggio illuminato dai primi raggi del sole: il cielo era azzurro e terso e la pianura verdeggiante brulicava di vita. Due marmotte fecero capolino dalle loro tane, come se volessero salutare la luce del nuovo giorno.Un gruppo di cavalli pascolava tranquillamente poco lontano, e l'erba verde era costellata da una miriade di piccoli, variopinti fiori.
    Quella meravigliosa Creatura di Luce aveva lasciato ovunque le sue tracce.
    Yeluiynna allungò la mano e accarezzò delicatamente  un gruppetto di stelle alpine: il contatto coi piccoli,vellutati fiori le regalò un brivido di piacere.
    La giovane si accorse di essere completamente guarita.
     
                                                                      * * *
     
    Yeluiynna fece ritorno fra la sua gente. Vedendola guarita, gli abitanti del villaggio la accolsero di nuovo tra loro.
    La giovane donna non parlò a nessuno di quella sua straordinaria esperienza: dentro di sè sapeva che nessuno, all'interno del clan, avrebbe potuto capire cio' che le era accaduto.
    Solo in seguito ci fu qualcuno a cui Yeluiynna raccontò quello che le era successo: questi era una bambina dai lunghi capelli scuri e dallo sguardo sveglio e vivace. Quando quella bambina ascoltava la storia della Creatura di Luce i suoi occhi si illuminavano, e allora sembravano diventare di un azzurro ancora piu' intenso e ancora piu' glaciale. Perchè quella bambina aveva gli stessi occhi di sua madre.
     
     
     
    Questa  storia  è  dedicata  a  tutti  coloro  che  amano  i  posti  meravigliosi  di  cui  si  parla  nel  racconto.
    Per molti  è  una  leggenda, per  altri  è  una  storia  vera.
    Andate  al  Pian  Dei  Cavalli,  aprite  bene  i  vostri  occhi  e  il  vostro  cuore... se  riuscirete  a  essere  semplici  come  Yeluiynna  non  vi  sarà  difficile  stupirvi  davanti  alla  bellezza  e  all'intelligenza  della  Creazione.
    Non  vi  sarà  difficile  capire  che
    "Se  mai  un  Angelo  ha  sfiorato  la  Terra  con  le sue  ali,  allora  è  li'  che  ha  lasciato  le  sue  tracce..."
     
                               Che  l' Angelo  sia  sempre  con  voi.
            
                                                                  PANDA. 
     

    Puledrino al Pian Dei Cavalli, al tramonto

    Puledrino al Pian Dei Cavalli

     

       Puledro al Pian Dei Cavalli

    Puledro al Pian Dei Cavalli

     

    Puledro che bruca al Pian Dei Cavalli

    Puledro che bruca al Pian Dei Cavalli

     

        Puledrino con la mamma al Pian Dei Cavalli

    Puledrino con la mamma al Pian Dei Cavalli 

     

    Fiore a S. SistoFiore a Toiana

     

    Fiore a ToianaStella Alpina al Pian Dei Cavalli

    I fiori di Yeluiynna

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    February 14

    Non credere soltanto a ciò che vedi...

     
     
     
    Non  credere  soltanto  a  ciò  che  vedi...
     
    Siamo  creature  spirituali  racchiuse  in  quella  dimensione  materiale  chiamata " corpo".
    Dalla  finestra  del  nostro  corpo  percepiamo  la  realtà  fisica  attraverso  i  nostri  cinque  sensi, ma  in  questo  modo  percepiamo  solo  una  piccola  parte  della  Realtà  complessiva. 
    E'  un' ingenuità  credere  che  la  Realtà  sia  circoscritta  ai  nostri  cinque  sensi.
    Credi  anche  a  ciò  che  non  vedi: il  fatto  che  tu  non  riesca  a  vederlo  non  vuol  dire  che  ciò  non  esista. Perchè  la  Realtà  complessiva  è  ben  piu'  vasta  di  quella  che  noi  riusciamo  a  percepire.
     
     
                                   Panda.